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Rubrica gastronomica di Piero Salamina

Una buona tazzina di caffè
Moka o Espresso? Vi siete mai chiesti qual è il vero caffè degli italiani...l’espresso o la moka? Con buona pace di George Clooney (testimonial del gigante americano “Nespresso”), il 73% degli italiani adopera la moka, mentre il 27% la macchina espresso automatica o manuale. Malgrado il boom delle macchinette automatiche d’uso domestico, i consumatori tradizionalisti preferiscono la moka; ovvero quello strano marchingegno brevettato nel lontano 1933 da Renato Bialetti che di fatto superò la pratica dell’infusione che sfrutta un principio della termodinamica secondo cui i gas riscaldati, aumentano di volume; ecco allora che la piccola bolla d’aria sopra l’acqua, riscaldandosi risale il tubicino che la collega al filtro raggiungendo poi la parte superiore della moka predisponendosi poi per essere sorseggiato bollente, corroborante, intenso.
Io ricordo e penso anche molti di voi, la versione rovesciabile una volta detta: “napoletana”, una reliquia museale, che andava ribaltata non appena l’acqua bolliva sfruttando la forza di gravità… e che rilasciava nell’aria circostante quel caratteristico ed indimenticabile aroma che ti predisponeva ad affrontare la giornata. La prima macchinetta espresso per i bar (che produceva una bevanda a base di caffè arabica o robusta, preparata con un procedimento d’infusione ad alta pressione di vapore acqueo), la si deve alla geniale inventiva di Luigi Bezzera – un ingegnere che la introdusse a Milano, con grande successo.
Ancora oggi ci si confronta se sia meglio la moka in alluminio o acciaio per casa; così come nei bar i puristi dissertano se sia meglio pretendere l’espresso in tazza o in bicchiere di vetro, lungo oppure ristretto, corretto o macchiato e altri infiniti capricci del gusto, pur di sorseggiare un caffè perfetto. Ma qual’è per noi profani, la differenza sostanziale tra i due tipi di caffe?... è difficile dirlo! Da “profano” quale sono, senza alcun dubbio credo sia lo strato di crema presente nell’espresso, ma non nella moka, o nella macchinetta in versione partenopea e le molteplici le ragioni credo dipendano dalla pressione, dalla temperatura e caratteristica chimica dell’acqua, dal tipo di miscela e dalla macinatura. Comunque sia moka, napoletana, espresso manuale o automatico, il caffè resta sempre la bevanda preferita dagli italiani: 120 milioni di tazzine al giorno per un totale di 43 miliardi l’anno, vengono sorseggiate ad ogni angolodel Belpaese” nei momenti di relax e di gusto.
Ma secondo i gusti, ogni momento è buono per un buon caffè. Anche l’alta cucina non trascura di celebrare il caffè, basti guardare l’espresso, il caffè concepito da Ferran Adrià per la Lavazza o il “menù gourmand” dello chef francese Dominique Bouchet, il quale propone abbinamenti di crus (da bersi in speciali bicchieri a stelo), alle sue fantasmagoriche creazioni culinarie. Io e credo molti di noi, più semplicisticamente ci accontentiamo di gustare il caffè nella spessa tazzina di porcellana bianca, bollente, appena appena zuccherato, con il giusto stato di crema.
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